Ferzan Özpetek ha trovato il tempo per una chiacchierata vis-à-vis dedicata al suo giovane pubblico, all'interno del Festival del Cinema di Roma. Abbiamo incontrato il grande regista ed esordiente scrittore negli spazi dedicati alla quarta edizione del progetto di casting “9 giorni di grandi interpretazioni”, promosso da Il Gioco del Lotto. Entusiasta almeno quanto noi all'idea di parlare del suo nuovo libro "Rosso Istanbul", ci ha accolto con molta simpatia, regalandoci un grande confronto. Qui, racconta due storie che si intrecciano: la prima autobiografica, la seconda di una donna. Mercoledi 13 novembre Ferzan Özpetek sarà a Milano per un appuntamento imperdibile alla Feltrinelli di Piazza Piemonte, dove alle 18.30 presenterà "Rosso Istanbul".

È uscito il 5 novembre Rosso Istanbul, il suo primo libro. Una città splendida fa da cornice all'amore, descritto in tutte le sue sfumature. Da cosa nasce l'esigenza di scrivere un romanzo, per un grande regista? Si tratta di una progetto che avevo in mente da tempo. Tutto ha avuto inizio quando sono tornato a Istanbul per la malattia di mia madre, una donna bellissima e con una voce stupenda che rinunciò alla sua promettente carriera lirica per stare con i suoi figli. In modo indiretto, mi ha fatto indagare molto profondamente sulla mia infanzia: continuava a farmi domande e questo ha scatenato uno straordinario processo di riflessione riguardo il mio rapporto con lei e riguardo quello con mio padre.

Deve essere stato difficile guardarsi dentro così profondamente. Dovrebbe essere un passaggio interiore obbligatorio per tutti ma in particolare per uno scrittore la ricerca interiore diventa essenziale. Essere in pace con se stessi e con il proprio passato. Ti dirò, in realtà per me non e' stato per niente faticoso scrivere Rosso Istanbul. Anzi, è stato divertente! Ci ho messo due anni perché ho voluto fare le cose con calma. Scrivere un libro è molto più rilassante rispetto seguire la direzione di un film. Hai i tuoi tempi, puoi goderti la solitudine, senza avere continuamente persone intorno. E' anche vero che bisogna raggiungere una maturità artistica e personale prima di addentrarsi in un progetto di questo tipo ma ero abbastanza convinto di averla ottenuta.

Come è stato iniziare a rapportarsi con il mondo dell'editoria e come è stato seguito il progetto prima della sua realizzazione? Inizialmente, volevo scrivere una prima opera importante e consistente: l'originale era lunga 200 pagine. L'editore ha scelto di pubblicarne 150. Non ero molto d'accordo ma loro sostenevano che una pubblicazione non si giudica dalla lunghezza, l'importante è che sia di qualità. Alla fine mi hanno convinto, così come sono riusciti a levarmi dalla testa l'idea che la gente avrebbe comprato il libro solo per il nome. Nicoletta Lazzari, in particolare, ha insistito molto per la realizzazione del progetto e se ne è presa cura. Ma posso farti una domanda? Veramente sapevi dell'uscita del mio libro?

Nel mio ambiente se ne parlava già da qualche tempo. Ma capisco la sua domanda. Spesso i giovani vanno introdotti a certi testi perché non sanno che pesci prendere dentro una libreria. Devi sapere che quando è uscito Rosso Istanbul sono entrato in libreria, l'ho cercato ma non l'ho trovato. Era nascosto in una angolino, dietro ad una montagna di libri di Fabio Volo. Mi sono preso la libertà di chiamare Mondadori per farglielo notare. Poi ho scoperto che nel weekend Rosso Istanbul è andato molto bene.

Ferzan Özpetek torna ai provini per RB Casting e ci saluta con un sorriso sincero. Lo ringraziamo di cuore per la piacevole conversazione e per aver firmato la nostra copia di "Rosso Istanbul". Aprendo poi il libro, leggiamo la dedica: "Sii sempre felice." Capiamo così che il regista che porta i suoi sentimenti forti sullo schermo e sulle pagine del suo libro, riserva quella stessa sensibilità anche nei confronti del prossimo.



 


 

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