"La malattia più diffusa al mondo è l'amore!"  Come dare torto a Francesco che nel suo studio di psicanalisi ne vede ogni giorno di cotte e di crude? Dalle coppie che perdono la passione, a quelle che distruggerebbero una vita assieme perché a 50 anni hanno deciso di dare una svolta allo loro vita comprando un Harley e girare il mondo, o come quella coppia in cui lei, la vegana di turno decide di distruggere il matrimonio perché accusa il marito di essere un  assassino alimentare. E se per Francesco la giornata lavorativa non è abbastanza, al suo rientro a casa ci pensano le sue tre figlie a condire la cena con i loro problemi d'amore. Sara, 31 anni omosessuale, piomba a casa dopo un anno vissuto nella Grande Mela annunciando a tutti il suo cambio d’orientamento sessuale. Marta, 30 anni libraia vecchio stampo dalle continue delusioni d’amore, che si innamora di un ladro di libri. E infine Emma, la piccola di casa in procinto di fare la maturità, che s’innamora niente meno che di un coetaneo del padre. Ma al povero Francesco chi ci pensa? Mammo, cuoco, consulente, amico e psicoterapeuta-tuttofare. Se tanto mi da tanto l'unione fa la forza e con una famiglia come questa, la risposta è semplice. Di questo libro ho amato la semplicità. Ho riso per la comicità che contraddistingue tutte le famiglie italiane, per gli exploit in romanesco nei dialoghi padre-figlia. Ho apprezzato molto le descrizioni sull'amore, perché finalmente leggo un libro in un cui principi e principesse non si amano senza difficoltá, anzi di difficoltá ne hanno fin troppe! Ho apprezzato meno il ruolo di Francesco, nei panni di un padre un po’ troppo amico delle sue figlie. E le tre sorelle? Non litigano nemmeno per rubarsi i vestiti. Una famiglia forse troppo perfetta. Ho alzato leggermente il sopracciglio sul modo poco carino che ha avuto Marta di porsi in libreria. L'amore per la lettura non deve avere paletti e spetta ai librai tenere alta questa bandiera, anche quando non siamo perfettamente d'accordo sulla vendita di "Cinquanta sfumature di grigio". Nel complesso, voto 8. Se riderete come ho riso io, il prossimo passo sarà quello di andare al cinema per vedere anche il film.



 


 

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