Rose ha solo sei anni quando, cadendo dalla bicicletta, rimane in coma per qualche giorno. Quei giorni, terribili per la sua famiglia, si rivelano per Rose l'inizio di un sogno senza fine nell'isola di Hugo, un bambino col panciotto e i pantaloncini che somiglia tanto a Peter Pan. Nel Padiglione di Lenzuola, nel Legnotondo e sulla Spiaggia di sabbia rosa a mangiare conchiglie che sanno di caramelle, Hugo Rose si incontreranno ancora, ogni notte, dopo il risveglio dal coma. Rose ormai adulta, madre e moglie stanca poco soddisfatta della sua condizione e della sua immagine, trova conforto solo nel dormire; nei sogni il suo aspetto continua ad essere quello di un tempo, non mutato dalle tre gravidanze, battendo così ad occhi chiusi il riflesso che incontra allo specchio. E poi nell'isola con Hugo per Rose il tempo è relativo, ogni sera può cimentarsi in una nuova avventura per raggiungere l'inarrivabile Città Castello, staccandosi dai suoi ruoli di madre-moglie. I sogni diventano così spunto per i racconti dei suoi figli, che vedono in Hugo un vero e proprio eroe leggendario da riprodurre nei loro giochi. Sembra che Rose abbia quindi trovato il modo per sentirlo sempre vivo ed evadere dalla sua routine, fino al giorno in cui Hugo si palesa proprio in quella quotidianità, risultando molto diverso da come lo aveva immaginato, cambiando sia i sogni che la realtà. Fino a che punto sogno e vita reale possono andare di pari passo? Sembrerebbe una favola, ma quello che ci consegna e ci affida l'autrice è molto di più. Rose racconta la quotidianità di una moglie che deve fare i conti con un marito che la ama molto ma è poco presente, una madre che deve accontentare e accudire tre figli, una donna che si guarda ben poco allo specchio, e quando lo fa si ricorda che gli anni passano inesorabilmente per tutti. E poi Hugo, unico amore nei suoi sogni ma con un passato e un presente inimmaginabili. Ho letto un romanzo con foga grazie ai non pochi colpi di scena e capovolgimenti (se ci si affida alla lettura della trama). Un bel libro per chi di giorno ha tanti pensieri e la notte si abbandona ai sogni. 
 
Edizioni e/o 2015, p. 336


 


 

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