Proprio come in Ragione e Sentimento le protagoniste principali sono due sorelle, Eleonora e Marianna che alla morte prematura del loro padre si ritrovano povere e private di ogni avere. Assieme alla madre Maria Cristina e alla sorella minore Margherita dovranno affrontare uno stile di vita del tutto nuovo. Senza più agi ne servitù, costrette a lasciare la loro casa, Villa dei Lillà, si trasferiscono in un piccolo appartamento al centro di Torino offertogli gentilmente dal cugino Gianmaria Pettinengo. Anni vissuti nel lusso portano la vedova Maria Cristina alla disperazione, tanto che Eleonora, come la Elinor della Austen, è costretta a fare le veci del capo famiglia amministrando le finanze e prendendo in mano la situazione. Eleonora è una ragazza pacata, gentile, dotata di senso pratico e fa la maestra elementare. Ha poco tempo per perdersi in frivolezze e ha una visione dell’amore ancora incerta. Marianna è la più belle delle Cerrato, sogna l’amore così come lo racconta Shakespeare nei suoi versi e fa parte di un’associazione, la Turris Erbunea, che prevede di donarsi solo al vero amore. Ma probabilmente sul vero amore non ha esattamente le idee chiare. Margherita è la piccola di casa, troppo giovane per comprendere il cambiamento economico della famiglia. Si rifugia in sogni ad occhi aperti e non, in cui vive negli anni ’60 e divide il suo cuore tra Paul McCartney e George Harrison. Ed esattamente come in Ragione e Sentimento, le sorelle Cerrato vivranno la loro nuova vita all’insegna della ragione e del turbinio di sentimenti facente parte della vita quotidiana, decisamente diversa dalla loro precedente. Eleonora e Marianna metteranno in questa nuova vita torinese metteranno alla prova il loro concetto d’amore, combattendo per ottenere il loro lieto fine, nonostante tutto. 

La rivisitazione di Stefania Bertola non fa altro che confermare quanto siano attuali (e quanto si possano attualizzare) le storie di Jane Austen. Si conferma per me come una scrittrice capace e ironica. - Ho riso tantissimo! -  Ed è bello soprattutto perché se non hai letto Jane Austen corri subito ai ripari. 



 


 

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