A come Amicizia. E’ il fulcro della storia, il rapporto di amicizia tra Elena (Lenù) e Lina (Lila). Le due bambine si conoscono nella Napoli degli anni '50 e non potrebbero essere più diverse. L'unica cosa che le accomuna è lo studio, a cui entrambe sono appassionate. 

B come Bellezza. Una vera e propria ossessione per Elena. Lila è descritta come bellissima anche se, secondo le osservazioni dell’amica, è sempre troppo magra, con gli occhi troppo stretti e il seno troppo piccolo. Un espediente narrativo per lasciare intendere al lettore che il vero fascino di Lila deriva dall’intelligenza e dal carattere fuori dal comune.

C come Conflitto. Di rapporti conflittuali ne è piena la letteratura ma quella tra le due amiche appare come una vera e propria guerra. Lila è aggressiva, sguaiata, alza la voce, dice frasi all’apparenza cattive. Ferisce con le parole perché sofferente ma i fatti le danno spesso ragione e cerca di agire nel giusto. Elena, dall'altra parte, è invidiosa e a tratti meschina nei confronti di Lila e cercherà sempre di emergere come e più dell'amica. 

D come Desiderio. Sia per Elena che per Lila, questo sentimento ha a che fare con la famiglia Sarratore. Quando Lila viene travolta da un’attrazione fortissima nei confronti dello stesso ragazzo da lei amato, Elena inizierà una battaglia che la porterà per la prima volta ad ottenere quello che pensava di aver sempre desiderato ma il dubbio che il ragazzo fosse ancora innamorato di Lila la divorerà come un tarlo.

E come Elena. È la voce narrante della storia.Tutto quello che le protagoniste vivono, lo vediamo attraverso i suoi occhi. Viene descritta come bionda e delicata ma anche, a detta sua, un po' sfatta e poco brillante. Elena è una brava studiosa ma non eccelle: la sua unica e costante preoccupazione è quella di non essere oscurata dalla luce della sua amica Lila.

F come Femmina. I personaggi trainanti sono le donne, le femmine. Vere protagoniste del libro, sono sempre loro ad avere una voce anche quando sembra che non ce l'abbiano: sono loro a combattere per i propri diritti e per le proprie libertà. In un’intervista rilasciata all’edizione americana di Vanity Fair nel 2015, fu proprio Elena Ferrante a raccontare: «Le ragazze oggi sembrano convinte che la condizione di libertà che hanno ereditato sia un dato di natura e non il risultato provvisorio di un lungo scontro ancora in atto, nel corso del quale si può perdere di colpo tutto».

G come Geniale. È la qualità che in molti invidiano a Lila, una caratteristica che la porta ad essere amata e detestata alla stessa maniera da tutti i personaggi e non solo dall'amica Elena. Con questa sua peculiarità, Lila attira spesso tutta l'attenzione su di sé, facendosi forte di una  sicurezza che compensi i lati più fragili del suo carattere, 

H come Harvard. Gli Stati Uniti appaiono lontani, un mondo remoto a cui Elena a volte si affaccia, senza mai dedicare una descrizione approfondita.

I come Ischia. Un'isola inizialmente tanto nemica a Elena quanto amica per Lila. Col tempo, il ruolo di questo luogo verrà capovolto dalla narrazione e si tradurrà in una svolta per la carriera di Elena mentre segnerà i ricordi malinconici di alcuni dei momenti più intensi nella vita sentimentale di Lila. 

L come Lila. È il personaggio ribelle, la bambina che non ha paura di nessuno e di cui tutti finiscono per innamorarsi. Fortissima e fragilissima allo stesso tempo, ha quel fascino che riesce a stendere qualsiasi bambino/ragazzo/uomo.

M come Miseria. “Due bambine povere nei poverissimi anni Cinquanta, dentro le barriere di un cortile povero, in un rione povero alle porte di una città allora povera come tutta l'Italia stremata da una guerra perduta”. Così Natalia Aspesi riassume abilmente la miseria contenuta all'interno del libro.

N come Napoli. La storia si svolge principalmente nella Napoli degli anni ’50 e ’60, città che la Ferrante descrive con estrema attenzione: dalla povertà del rione, passando per le vetrine di Via Chiaia, fino alla collina verde della collina di Posillipo da cui si vede il mare.

O come Odio. L’odio è un sentimento onnipresente, che viene spesso declinato con l'accezione di risentimento: delle donne verso gli uomini, delle figlie verso le madri, di Elena verso Lila e di Lila verso il mondo,

P come Politica. Come ha dichiarato Saverio Costanzo, regista della fiction basata sulla storia de L’amica geniale, il libro ha un taglio profondamente politico che esalta il valore dell’educazione (il deus ex machina è la maestra Oliviero che cambia la vita a Lenù e a Lila) e dell’emancipazione femminile fornendo, durante gli anni che seguono la crescita delle bambine, un chiarissimo spaccato politico dell’epoca.

Q come Quaderni.  Sono i quaderni che Lila affida a Lenù e che contengono tutte le sue confessioni e le riflessioni. Scritti in un italiano perfetto e contenenti storie favolose e fatti profondi, diventeranno materiale che Elena imparerà a memoria fino a ricavarne idee preziose per la stesura del suo libro. 

R come Rione. Il rione Luzzatti di Gianturco, alla periferia est di Napoli, è il quartiere in cui è ambientato l’Amica Geniale. 

S come Smarginatura. La smarginatura è una sensazione fisica che Lila prova molte volte durante la sua vita. Si tratta della perdita della sua solidità e della identità davanti a fenomeni esterni: in queste occasioni,  i suoi “confini” diventano più sfocati e si confondono con ciò che la circonda, creando nella ragazza un senso di malessere esistenziale fortissimo. 

T come Tina. La figlia di Lila, intelligente quanto la mamma, è forse la figura chiave di tutta la saga perché ci mostra uno dei lati più esasperati e umani di Lila.

U come Università Elena studia alla Normale di Pisa e pubblica un romanzo di successo che le apre le porte di un mondo intellettuale e benestante che, fino ad allora, le era totalmente sconosciuto. 

V come Violenza Lila e Elena denunciano, direttamente e indirettamente, un fenomeno a cui allora nessuno sembrava potersi ribellare: quello della violenza domestica ma anche di quella consumata nelle strade del rione dove esiste solo la legge del più forte

Z come Zia Da grandi Lila e Elena diventano le zie dei rispettivi figli e delle rispettive figlie, aiutandosi l’un l’altra più di quanto non avessero mai fatto prima.



 


 

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