Ammetto di essermi approcciata alla biografia di Humphrey Bogart scritta da Jonathan Coe con un grave pregiudizio nei confronti del protagonista. Ricordo perfettamente la prima volta che vidi "Casablanca" al corso di storia del cinema americano al liceo. Quando Rick (il nostro Bogart) mette Ilsa (la povera Bergman) su quel maledetto aereo nel nome della felicità di lei, la voglia di prenderlo a schiaffi era stata fortissima. Ero uscita dalla sala proiezioni pensando tra me e me: "Hai pure il coraggio di dirle: 'Avremo sempre Parigi...'? Tu, caro Rick, non puoi convincere a partire una donna che ti ha detto frasi come: 'Baciami come se fosse l’ultima volta' e 'Colpi di cannone! O è il mio cuore che batte?'. Presuntuoso che non sei altro, cosa ne puoi sapere tu di ciò che è meglio per lei?" Lo stesso dicasi per Sabrina. Che io sappia, nessuno ha mai fatto il tifo per Linus. Audrey era innamorata di William Holden, e dopo tanta fatica lui era persino riuscito ad accorgersi di lei. Perché, mi chiedo, ti devi mettere in mezzo con la scusa del “tanto resta in famiglia”? Come se tutto ciò non bastasse, avevo anche letto da qualche parte che il caro Bogie aveva messo i bastoni tra le ruote alla Hepburn durante le riprese del film, puntandole il dito contro e accusandola di essere completamente incapace di recitare. Altri (e tanti) punti in meno per lui. Dopo aver letto  “Caro Bogart” però mi si è accesa la lampadina. Il fatto è che i registi che lo hanno diretto avevano capito che Humphrey doveva semplicemente riportare sullo schermo la sua cinica personalità, nascondiglio di un animo sentimentale. E’ “la combinazione di durezza e attraente vulnerabilità: secondo questa teoria” – sostiene Coe – “più dura è la scorza, più fragili sono i sentimenti che cerca di proteggere”. Quindi è questo: è la solita vecchia storia. Quando qualcuno gli diceva che non risultava simpatico a molta gente lui rispondeva: “Ma io li batto sul tempo: sono loro i primi a non essermi simpatici.” E allora ho capito: questa mia perenne antipatia verso Bogie non nasconde, in realtà, un debole per lui? Ho passato parecchio tempo a chiedermi perché una delle donne più belle che questo mondo abbia avuto la fortuna di vedere, sto parlando di Lauren Bacall, avesse scelto di stare con un ubriacone presuntuoso che non era certamente un adone. Una donna fantastica, tra l’altro, che gli è stata accanto fino alla fine, per tutta la durata di una malattia che ha logorato il povero Bogart. Ora ho capito. La risposta è che Humphrey era attraente. Non avresti mai voluto che lo fosse, ma era attraente.  E, citando la Bacall, “Credetemi: in campo maschile i miei gusti sono difficili”.



 


 

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