Uno dei capitoli più bui della storia americana è la segregazione, la lotta per la parità di diritti degli americani di colore. Gordon Parks, fotografo di Life, definito “uomo del Rinascimento”, nasce come reporter di moda, ambiente che non ha amato ma ha sempre ritenuto una grande palestra. Nel corso della sua lunga carriera si dedicherà principalmente a ritrarre grandi personaggi del suo tempo e scene di vita quotidiana in quelle famiglie di neri come lui, lacerate dall’odio razziale. L’artista ha scattato numerose fotografie di questo triste passato: emblematiche sono quelle dei  luoghi pubblici con la divisione in settori per clienti bianchi e di colore, mentre in una delle più toccanti ritrae alcune bambine in un parco che osservano da lontano, al di la della rete, le coetanee bianche che giocavano in un’area a cui loro non potevano accedere. Gordon Parks con sensibilità e professionalità conquistava la fiducia della gente, entrava nelle case e riprendeva momenti privati, era l’unico che poteva persino andare per le strade tra le gang dei quartieri poveri, immortalò Malcom X, Muhammed Alì, Martin Luther King e ricevette la fiducia anche di una certa Ingrid Bergman per uno dei suoi servizi più esclusivi. L’attrice era in Sicilia con Roberto Rossellini, perseguitata dalle pesanti critiche per la sua relazione, chiamò il fotografo chiedendogli di scattare alcune istantanee delle sue giornate. Scelse Gordon Parks per la sua nota umanità nel trattare ogni personaggio che si prestava al suo obiettivo. Alcuni protagonisti dei suoi reportage per Life hanno trovato spazio in prima pagina, sono diventati veri e propri “casi” e, grazie alla visibilità ottenuta, diverse famiglie che vivevano ai limiti della povertà, vittime di disgrazie e malattie, sono state aiutate. La curatrice della mostra Alessandra Mauro, durante l’anteprima ci ha guidato per le sale di Palazzo Incontro, raccontadoci le piccoli grandi storie che si nascondevano dietro ogni reportage, con la passione e l’orgoglio di aver potuto realizzare una mostra su un artista forse poco conosciuto in Italia, ma che meritava tutta la nostra attenzione.



 


 

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