La sala conferenze della Biblioteca Nazionale Centrale di Roma, il 17 aprile ha fatto da sfondo all’inaugurazione di una mostra su Gaspar van Wittel. Il direttore della Biblioteca Nazionale Osvaldo Avallone, soddisfatto per la riuscita del progetto, nonostante l’ormai consueta carenza di fondi, ha introdotto i collaboratori, i curatori e gli ospiti, riuniti per l’occasione. A rappresentare l’Olanda, paese d’origine di van Wittel, l’ambasciatore Michiel Den Hond, il direttore dell’Istituto Neerlandese a Roma Gert-Jan Burgers e Arnold Witte, dell’Università di Amsterdam. Il nome dell’artista fu italianizzato in Vanvitelli a rivelare, come ha sottolineato l’ambasciatore Den Hond, la sua maggiore fama nel paese di adozione rispetto a quella in patria. Il pittore olandese giunse a Roma nel 1674 con l’ingegner Meyer insieme al quale lavorò ad un progetto, mai completato, per rendere il Tevere navigabile fino a Fiumicino. Laura Laureati, storica dell’arte, ha affermato che si può considerare il predecessore di Canaletto, considerato erroneamente il principale vedutista dell’epoca. La mostra è un evento unico, per la prima volta la Biblioteca Nazionale ha esposto i 52 disegni preparatori alle vedute dell’artista. Acquistati nel 1893 dal prefetto della Biblioteca Nazionale Gentiletti, appartenevano al cameriere Domenico Gnoli, trovato in possesso di cambiali firmate da D’Annunzio. Già nella fase di preparazione, si può notare l’attenzione e la precisione nel ritrarre anche i minimi dettagli degli elementi architettonici di Roma e delle altre città italiane visitate da van Wittel. Si presentano su carta quadrettata, spesso il doppio più grandi rispetto alla versione definitiva. Grazie alla collaborazione di Arnold Witte, dell’Università di Amsterdam, sono state tradotte le scritte sui disegni che indicano i colori, i materiali e le dimensioni originali dei monumenti rappresentati. Dai suoi dipinti emerge quello che l’ambasciatore Den Hond ha definito “Un approccio nordico con la luce italiana”. Negli ultimi anni anche l’Olanda ha riscoperto e reso omaggio all’artista di Amersfoort, dove è stata allestita una mostra a lui dedicata, tuttavia per noi, che vediamo ancora con quanta passione ha ritratto la nostra patria, rimane Gaspare Vanvitelli.



 


 

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