Presentata a Milano la collezione Primavera/Estate 2014 di Francesca Piccini. Protagonista la rosa, simbolo del marchio, filosofia di come la stilista vede la donna. "La sensualità e la bellezza del fiore insieme alla forza delle spine". Questa è la donna di Francesca Piccini, una giovanissima classe 1990, fresca del Polimoda di Firenze che ieri ha presentato la sua collezione nella suggestiva cornice dell'Hotel Principe di Savoia a Milano. Ma come è stato scoperto il suo talento ce lo spiega Stefano Ricci, proprietario di uno dei brand dell'alta sartoria made in Italy, che esordisce con un "Forse stasera Milano è più bella di Firenze". Racconta della sua grande simpatia e stima per Francesca, conosciuta quando usciva dalla scuola di moda fiorentina, sempre molto determinata con molto buon gusto. Le chiede: "Ti andrebbe di creare per le mogli e le amiche dei miei clienti?" E così succede. Stefano Ricci descrive Francesca Piccini come una ragazza normale che vuole esprimere se stessa e lo fa attraverso gli abiti. "E' la voglia di realizzare un sogno: e, si sa, sacrifici e sogni vanno a braccetto". Il Cavalier Boselli, Presidente della Camera Nazionale della Moda Italiana, ricorda invece quando ha conosciuto Francesca Piccini, ai tempi in cui era una semplice stagista proprio alla Camera Moda. Un trampolino di lancio per permetterle di presentare quella che è già la sua seconda collezione, in mostra nel suo showroom in Galleria del Corso 2 a Milano dal 1 al 31 Luglio e dal 1 al 30 Settembre.

INTERVISTA A FRANCESCA PICCINI:

D. Le tue collezioni vantano una produzione artigiana, sono realizzate interamente in Italia con tessuti e filati di prima scelta. In questo momento difficile, in quali Paesi sono più apprezzati i tuoi capi?

R. Sicuramente in Russia e nel Caucaso, i mercati che più apprezzano la ricercatezza e l'eleganza del Made in Italy. Sono estremamente attenta ai particolari, dalle semplici zip ai bottoni in madreperla, alle fodere in seta la cui stampa principale al loro interno è la rosa, simbolo del marchio e del mio modo di vedere la donna.

D. Sei milanese di nascita, poi la scelta di studiare al Polimoda di Firenze. Come è nata la decisione di portare i tuoi capi su una passerella e in una cornice importante come quella dell'Hotel Principe di Savoia?

R. Io in realtà sono nata come donnina di marketing. Ma il Polimoda è un universo unico, c'è un rapporto umano impressionante con i professori ed è una scuola valida e formativa, che consiglio a tutti.

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