Quinto giorno di corse per gli appassionati di cinema che seguono il Festival: il primo settembre la mattinata inizia con due film “impegnativi”: “Parkland”, del regista Peter Landesman, e “Miss Violence” di Alexandros Avranas. Il primo affronta un episodio storico di rilevante importanza, l’omicidio del presidente Kennedy, e ripercorre quei momenti di frenesia a partire dall’attentato fino ai tre giorni successivi. Risulta interessante dal punto di vista storico (le foto degli attori del film seguite da quelle reali danno alla pellicola un carattere documentaristico), mentre a livello cinematografico lascia qualcuno deluso. Applausi per la seconda proiezione invece, del regista greco. Il film inizia con il suicidio di una bambina nel giorno del suo compleanno. Da questo momento in poi inizia un’analisi psicologica intensa sul nucleo familiare (composto dalla mamma, i fratelli e i nonni), che porterà allo smascheramento di una situazione assurda e sconvolgente. La folla esce con in viso espressioni turbate e scioccate, sintomo di un’opera che lascia il segno per il suo essere crudo e coraggioso, complesso e analitico. Decisamente da vedere, da raccontare, da rifletterci. Terzo film della giornata “Tom à la ferme” del regista francese Xavier Dolan: un ragazzo (interpretato dallo stesso regista) parte per la campagna per assistere al funerale dell’amante, morto in un incidente. Una volta conosciuta la madre scopre che la donna non è a conoscenza della loro relazione e che il fratello maggiore (Pierre-Yves Cardinal) è un violento, il quale lo obblighererà minacciandolo a partecipare alla finzione. Un film cupo e avvincente, a tratti provocatorio, che ci lascia in tensione fino all’ultimo. Interessante quanto particolare, stupisce per l’originalità e l’accuratezza con cui è stato realizzato. La giornata si conclude con un party anni sessanta sulla Terrazza Disaronno, popolato soprattutto da giornalisti e registi che, una volta superato l’ostacolo della conferenza stampa, si lasciano andare a qualche bicchiere di troppo. Li capiamo!

 



 


 

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