Un incontro imperdibile, quello di mercoledì 13 novembre all'Auditorium Parco della Musica di Roma: quello con Wes Anderson, Jason Schwartzman e Roman Coppola. Una sala Petrassi super affollata, pronta ad ospitare il trio arrivato fin qui per la presentazione del corto "Castello Cavalcanti". Il regista, con l'attore e il produttore, si è fermato a discutere dei sui progetti e si è dimostrato disponibile nell'ascoltare e rispondere alle domande di un pubblico che aspettava da giorni questo momento. Il cortometraggio, della durata di otto minuti e firmato Prada, è un omaggio all'Italia e al cinema degli anni cinquanta, con riferimenti a Fellini (da “Amarcord” a “La dolce vita”) e a Germi (è stato ripreso il tema musicale di C. Rustichelli in "Signore e Signori"). Nella pellicola, il regista racconta l'Italia vista dai suoi occhi: una piazzetta in un paese lontano dal progresso, dove un gruppetto di anziani gioca a carte nello spazio antistante il bar. Un automobilista americano (J. Schwartzman) fa un incidente, sbattendo contro la statua di Gesù, in mezzo alla piazza. L'uomo scopre, parlando con gli allegri vecchietti del paese, di essere probabilmente loro parente. Da questo momento in poi, comincerà a sentirsi a suo agio in quell'ambiente pressochè familiare, dove passa una corriera ogni tanto e dove si chiacchiera davanti un piatto di spaghetti. “In un certo senso sono contento di avere avuto questo incidente. Deve essere un avvertimento”, si dice lo straniero dopo la meravigliosa scoperta, a conferma del fatto che nulla è casuale. Otto minuti bastano ad appassionarci alla vicenda, e ci domandiamo cosa sarebbe successo se il corto fosse proseguito; non è detto però, che questo desiderio rimanga inespresso, ed è lo stesso Anderson ad affermarlo: se Prada dovesse acconsentire, potrebbe diventare lungometraggio, per la felicità di tutti noi fan del regista americano. Durante l'incontro, Wes Anderson, con la sua umiltà d'animo, parla dell'amore per l'Italia e della sua voglia di raccontarla a prescindere dalle differenze d'epoca tra ieri e oggi, della stima che ripone in registi come Paolo Sorrentino e Nanni Moretti, di film italiani apprezzati in modo particolare, citando "Gomorra" di M. Garrone e "Io sono l'amore" di L. Guadagnino. Il regista risponde con disinvoltura e un po' di emozione a tutte le domande di un pubblico caldissimo, che sarebbe rimasto ancora e ancora, in attesa di news, curiosità e anticipazioni sui prossimo progetti. Intanto, non ci resta che aspettare con ansia il nuovo film "The Grand Budapest Hotel", in uscita nel 2014.



 


 

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