Può il grigio e freddo Belgio dipingersi dei caldi toni dell’Alabama? Il cinema della provincia di Gent non ha mai trovato tanta America come nel colore dei tatuaggi e nella voce di Elise (la bella e brava Veerle Baetens) o nei bar in cui suona la banda capeggiata da Didier (l’affascinante Johan Heldenbergh). "The Broken Circle Breakdown" è il titolo realmente ispirato all’omonimo gruppo di musicisti bluegrass che regala una vera e propria perla come colonna sonora e una tragica storia d’amore e di dolore quasi valsa il premio come Miglior Film Straniero agli Oscar 2014. "La Rottura del Cerchio Spezzato" – traduzione letterale del nome "The Broken Circle Breakdown" – è il disperato racconto sapientemente scandito con flashback dalla cronologia irregolare per la regia del fiammingo Felix Van Groeningen, nel riuscitissimo intento di descrivere il cambiamento di un uomo e una donna davanti alla prematura morte della loro piccola figlia. L’inarrestabile spirito delle note country lenisce i sentimenti dilaniati e i gesti irrazionali di due persone che si amano in modo non ordinario, nella buona e nella cattiva sorte. Perché Elise e Didier vengono sposati da un amico in una sala da biliardo, concepiscono la piccola Maybelle sui sedili di una macchina da giovani ribelli quali sono, si fanno forza tra loro durante la malattia della figlia di appena sei anni e poi impazziscono davanti alla morte e a volte rinsaviscono ma a volte no. Come può rompersi un cerchio già spezzato? Succede definitivamente quando uno dei protagonisti decide di mettere la parola fine a tutto, a tutto il bene e a tutto il male che ha sempre unito la coppia prima e dopo la perdita della persona che più hanno amato al mondo. E infine i cerchi già spezzati si esauriscono in quell'unica rottura decisiva che conoscono, spaccandosi in due linee, sgretolando quella perfetta figura intera, senza lasciare nient’altro che un vuoto dentro il cuore di chi rimane, una canzone country come ricordo sulle labbra di chi è stato testimone di un sentimento tanto grande e due parole, indelebili e così forti, sulla pelle di chi se ne va: Alabama Monroe.  



 


 

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