Gilles Rocca è arrivato al Festival del Film di Roma 2014 tra i protagonisti di “Tre tocchi” (http://www.slidingarts.com/film-festivals-theatres/284-festival-del-film-di-roma-marco-risi-e-ambi-pictures-presentano-tre-tocchi-un-racconto-sull-essere-attore), il film di Marco Risi sulle storie intrecciate di attori emergenti alle prese con provini mancati, frustrazioni e speranze. Il regista in conferenza stampa ha sottolineato che è forte la matrice autobiografica, la prima domanda a Rocca dunque sorge spontanea:

 

Cosa c’è di vero nel tuo personaggio?

Tutte le storie si ispirano a situazioni che sono capitate davvero a ognuno di noi, dalle proposte indecenti ai lavori umili per mantenersi, anzi forse è una rappresentazione più soft della realtà! Di mio c’è la passione per lo sport (Oltre al calcio pratica arti marziali, n.d.r.) che credo possa essere una salvezza, il pregiudizio nei miei confronti perché vengo dai fotoromanzi e quindi la voglia di dimostrare che dietro la bellezza c’è anche il talento.

 

A questo proposito ci ricorda che nel 2008 ha vinto il talent “Volami nel cuore”, in cui ha potuto mostrare anche le sue doti di cantante esibendosi nel musical “Grease”. Il tema portante di “Tre tocchi” è la scarsezza di occasioni, la voglia di ottenere il provino per un ruolo considerato perfetto per dimostrare il proprio valore.

 

C’è un ruolo che hai visto e avresti voluto interpretare?

Uno dei film che mi ha più colpito di recente è stato Alabama Monroe, questo è sicuramente un tipo di personaggio che mi sarebbe piaciuto interpretare, anche Dallas Buyers Club nel ruolo di Matthew McConaughey. Già in Tre tocchi per esempio ho dovuto perdere molti chili per rappresentare meglio gli effetti della droga. Di film meno recenti anche Memento, in generale mi interessano i personaggi in cui ho la possibilità di lavorare sul corpo e sul viso, magari anche diventare brutto per distogliere l’attenzione dall’aspetto esteriore e spostarla sull’interpretazione.

 

E nel suo caso il talento non manca, scopriamo infatti che oltre a recitare e cantare è anche un prolifico regista di cortometraggi: “Finora ne ho girati uno l’anno circa, tutti su tematiche sociali: “Metamorfosi”, “Fame”, “L’ostacolo più grande” “Black Mamba”, “Scaleno” e “Scorre dentro”.L’ostacolo più grande” è incentrato su giovani disabili, “Black Mamba” tratta la violenza sulle donne e “Scaleno” la pedofilia. Ci soffermiamo a parlare del più recente “Metamorfosi” per l’eco che ha avuto anche fuori dall’Italia grazie al sostegno di Isabella Rauti, Consigliere del Ministro dell’Interno per le politiche di contrasto della violenza di genere, sessuale e del femminicidio.

 

Abbiamo visto che nel Mese della Cultura Italiana a Montecarlo è stato presentato il tuo corto “Metamorfosi”, come è nato questo progetto?

Metamorfosi è nato vedendo le troppe notizie sui femminicidi, è un tema che mi sta a cuore, ho pensato che potrebbe capitare anche alle persone che mi stanno vicino, da mia sorella alla mia fidanzata, perché i pericoli ci sono sempre nella vita di tutti i giorni. Ho conosciuto la ragazza sfigurata con l’acido dal fidanzato: una vita distrutta, si possono fare danni irreparabili anche non uccidendo. Credo che si arrivi a questi livelli perché purtroppo ci sono molte donne che non hanno genitori o fratelli che possano proteggerle, per questo è importante sensibilizzare le ragazze sull’argomento. La protagonista nonostante le continue violenze subite si fida ancora una volta del fidanzato, che entrerà in casa per ucciderla.  

 

Il corto originale è di 15 minuti circa, ma ha dovuto subire tagli e modifiche per essere fruibile in contesti istituzionali come la Riunione dei Ministri europei dell'Interno e della Giustizia (GAI), che ha avuto luogo a Milano lo scorso luglio, in cui è stato presentato nella versione ridotta a 4 minuti. Il 25 novembre 2013, in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, era stato proiettato a Tolentino. Ultima tappa: il Mese della Cultura e della Lingua Italiana a Montecarlo che si è appena concluso. Nella storia troviamo anche riferimenti alla mitologia classica: “La protagonista si chiama Dafne, volevo richiamare il mito di Apollo e Dafne secondo cui Cupido, scoccò due frecce: una dalla punta d’oro acuminata che fece innamorare Apollo di Dafne, ed una dalla punta arrotondata che colpì Dafne, facendole rifiutare l’amore di Apollo.

 

Come hai deciso di rappresentare la violenza sulle donne?

L’inizio della storia è idilliaco, poi cominciano le violenze, che porteranno a un finale tragico con la morte della ragazza, modificato nella versione ridotta. La “Metamorfosi” è quella che subisce la donna nella sua interiorità, arrivando al punto che non riesce più a guardarsi allo specchio, e rimanendo sconvolta quando vede riflessi per caso in una vetrina i segni della violenza sul suo volto. Per rappresentare la violenza che subisce il corpo della donna, ho inserito il tavolo dell’obitorio in una galleria d’arte dove c’è un’installazione composta da una serie di coltelli, così ho creato l’effetto delle lame che scendono sul tavolo. All’inizio avevo scelto una metafora ancora più forte, pensavo di ambientarlo in una macelleria, come riferimento alla donna diventata carne da macello, ma non è stato possibile per problemi burocratici. Il corto si conclude con gli interventi sul femminicidio da parte di diversi registi e attori.

Hai altri progetti autoriali in programma?

Per ora no, in quest’ultimo periodo non ho avuto molto tempo anche per gli impegni legati a “Tre tocchi”. Comunque sono sempre i temi sociali a ispirarmi e soprattutto mi piace sperimentare effetti registici innovativi.

 

Ci congediamo allora augurando a Gilles Rocca il successo di "Tre tocchi" in uscita il 13 novembre, in attesa dei prossimi progetti all'insegna della qualità unita all'impegno sociale. 



 


 

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