La camminata del funambolo francese Philippe Petit tra le Twin Towers da libro è diventata film. I presupposti c’erano: una personalità dall’incredibile audacia, un piano complicatissimo studiato nei minimi dettagli e lo spettacolare skyline di New York che si apre ai piedi dell’artista. Joseph Gordon-Levitt continua a maturare davanti alla macchina da presa, questa volta era chiamato ad interpretare un giocoliere dall’accento francese che si impegna per parlare quell’inglese che invece Levitt padroneggia. La regia è letteralmente da Oscar, Robert  Zemeckis, che commosse il mondo con “Forrest Gump”, qui si aiuta con un 3D mai così adatto alla storia. La messa in scena è talmente reale che lo spettatore meno coraggioso comincia a soffrire di vertigini in cima alla torre con il vuoto sotto i piedi, come uno degli amici/complici di Petit. Il funambolo si appassiona al mestiere fin dalla prima volta che lo ha visto fare al circo, lascia la famiglia per diventare un artista di strada a Parigi e comincia a sviluppare un’insana passione per le passeggiate sul filo, senza cavi o reti di sicurezza: vuole dimostrare a se stesso e al mondo che niente è impossibile. Il suo maestro è un superbo Ben Kingsley, che prova a frenare la sua arroganza mettendolo in guardia quando sceglie il suo prossimo obiettivo: le Twin Towers, che all’epoca erano ancora  in costruzione. Petit non vuole ingannare il pubblico, anche questa volta compirà l’impresa senza alcun sostegno, come se fosse un filo qualunque, posto ad un’altezza irrisoria. La sua forza è proprio questa, lassù non si sente solo e in pericolo di vita: il vuoto, il filo e il cielo sono suoi amici. Di traversate alla fine ne farà più di una per evitare la solerte polizia di New York giunta sul tetto per fermarlo. Da pazzo criminale diventa in pochi minuti eroe nazionale, non ha salvato nessuno, ha anche infranto un centinaio di leggi, ma gli americani si sa ammirano più di ogni cosa il coraggio, dote innata di una nazione di migranti. Come premio riceverà un pass per poter visitare il tetto ogni volta che vorrà, per sempre. Il finale però ci lascia un profondo rammarico perché sappiamo che oggi non può più tornare lassù: il World Trade Center, che era apparentemente più forte di questo piccolo uomo,  è caduto nel vuoto per mano di altri uomini con sogni sbagliati.



 


 

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