La seconda stagione di "American Crime Story", ovvero "The Assassination of Gianni Versace" era uno degli eventi televisivi più attesi dell'anno, preceduto da una massiccia promozione e da tante aspettative dovute alla celebrità del protagonista, ma finora la serie ha sollevato qualche perplessità sulla sua realizzazione. I trailer e le diverse operazioni di marketing nei mesi precedenti avevano mostrato i suoi punti forti: Penelope Cruz nelle vesti di Donatella Versace, un Edgar Ramirez identico a Gianni, la popstar Ricky Martin che interpreta il compagno dello stilista e, dulcis in fundo, l'utilizzo della vera villa extra-lusso di Versace a Miami (che oggi è un hotel). Viste le premesse ci aspettavamo quindi una serie molto glamour e invece, dopo le prime due puntate, i Versace scompaiono dallo schermo per lasciare spazio a quello che è diventato il vero protagonista: Andrew Cunanan, il suo killer. Da una parte la scelta è coerente se pensiamo alla natura "crime" della serie ma, se nella prima stagione era stato affrontato il caso O.J. Simpson, questa volta forse, visto il maggiore appeal mediatico del protagonista, speravamo in un'introspezione più accurata nel dorato e complesso mondo di Gianni Versace oltre a quella, doverosa, nella vita del serial killer. Interi episodi sui precedenti delitti di Cunanan, efferati e macabri, che hanno preceduto quello più famoso, lasciano quindi un po' interdetto lo spettatore. Un peccato anche altre piccole lacune: Donatella/Penelope che nella versione originale parla con accento ispanico invece che italiano, mentre sfoggia il look della Versace più ultima maniera, non esattamente quello degli anni '90, e davvero troppi flashback e alternanze cronologiche che a volte possono confondere anche i più attenti. La famiglia Versace ha espresso in un comunicato le sue distanze dalla serie, sottolineando inoltre che non è stata coinvolta nel making of, e la cosa non ci stupisce se pensiamo anche alla controversa e scabrosa rappresentazione dell'omosessualità. Nell'attesa dell'ultima parte finora sembra quindi una grande occasione mancata: un'icona come Gianni Versace forse avrebbe meritato più spazio ed un migliore approfondimento nella serie che porta il suo nome, non dovremmo chiederci se stiamo guardando la storia di Andrew Cunanan invece della sua.



 


 

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