I left my heart in San Francisco” cantava Tony Bennett negli anni ‘60. Impossibile infatti, una volta visitata la città del Golden Gate Bridge, non sentire un amore viscerale che ci spinge a tornare; una sensazione che difficilmente può essere spiegata a coloro che ancora non hanno messo piede nella metropoli forse più affascinante della California. Necessario domandarsi, a questo punto, il motivo di un tale attaccamento: San Francisco è la città della libertà e della tolleranza, dell’annullamento di ogni pregiudizio razziale, sessuale e politico; è la città che vide nascere movimenti storico-culturali importanti come quello hippie e la beat generation. Proprio qui infatti, nel curioso quartiere di Haight Ashbury, verso la fine degli anni ’60, un gruppo di ragazzi crearono una controcultura, radunandosi nel parco adiacente di Buena Vista e dando vita a una corrente che ancora oggi si respira, camminando fra negozietti vintage, murales, e centri medici dove acquistare la cannabis (legale a scopo farmacologico, ma fumata tranquillamente in ogni angolo della strada da chiunque). Qui, a differenza delle altre grandi metropoli statunitensi, si respira un’aria più europea, grazie forse alle dimensioni e allo stile di vita sicuramente più a misura d’uomo. San Francisco è una città che accoglie chiunque senza discriminazioni, sarà per questo che è amata da tutti. Gli abitanti sono tra i più cordiali mai incontrati; si entra in un negozio e invece di pagare e andarsene come si fa in Europa, ci si scambia la maggior parte delle volte un saluto amichevole e fraterno: nessuno infatti, salvo rare eccezioni, ti guarda senza chiederti almeno: “Hey dude! How’re you goin’?”; per non parlare dell’amore estremo che hanno nei confronti di noi italiani. Solo qui capita di salire sull’autobus e, scoprendo di non avere quei due dollari spicci necessari alla corsa, ci si stupisce ascoltando l’autista che ci dice: “Don’t worry! Today it’s free for you!”. Qui è davvero tutto possibile: camminare per le strade colorate di Castro e incontrare uomini nudi che bevono un caffè come se fosse assolutamente normale, essere fermati per ricevere un invito ad una “fumata di cannabis collettiva”, osservare donne in tailleur e scarpe da ginnastica che corrono su e giù per le innumerevoli colline, ricevere un abbraccio da uno sconosciuto perché i Giants (squadra di baseball di San Francisco) hanno segnato, o ascoltare una lezione su Woodstock e la "Summer of Love" da un sessantenne fricchettone in mezzo alla strada. Market Street taglia la città a metà, dividendola in tanti districts: Castro, Noe Valley, Mission, Haight Ashbury, North Beach, Chinatown, Fisherman’s Wharf, Financial District, Twin Peaks ecc. Il Golden Gate Bridge, simbolo della città, collega San Francisco alla Marin County e permette di spingersi fino a Napa e Sonoma Valley (famose per le produzioni vinicole)  mentre attraversando il Bay Bridge si può raggiungere tutta la Bay Area: la città di Oakland, le contee di Contra Costa e Alameda, Berkeley, Fremont, Livermore e Hayward. Percorrere questi ponti con la macchina è un’esperienza da fare almeno una volta nella vita, per quella sensazione di infinità che si vede solo nei film. San Francisco è una città ricca culturalmente: vi troviamo infatti musei come il MoMA, dove possiamo ammirare i grandi capolavori degli esponenti dell’arte novecentesca (Rothko, Pollock, Still, Warhol, Klee, Duchamp, Matisse e tanti altri), il De Young, che invece ospita opere dell’arte americana, africana, orientale e delle civiltà precolombiane e che periodicamente allestisce esposizioni di grande interesse, come quella dedicata di recente a R. Nureyev, ballerino russo di fama mondiale. Di notevole rilevanza anche la California Academy of Sciences, situata nel Golden Gate Park e il Yerba Buena Center for The Arts. Ma se abbiamo voglia di vedere uno spettacolo o ascoltare un concerto, anche qui le alternative non mancano: il War Memorial Opera House è la sede della prestigiosa San Francisco Opera e il San Francisco Ballet; il Davies Symphony Hall ospita la San Francisco Symphony, mentre il Fillmore è la storica sala da concerto che dagli anni ’50 in poi ha ospitato i più grandi della musica rock, blues e pop (Jefferson Airplane, The Doors, Carlos Santana, The Who, Pink Floyd, Elthon John, Miles Davis, Aretha Franklin e moltissimi altri). Se questi sono i luoghi culturali più celebri della metropoli californiana, non va dimenticato che "Frisco" pullula di locali e jazz club minori dove poter ascoltare della buona musica (degno di nota il concerto rock di Roy Rogers tenutasi a ottobre allo "Yoshi’s", su Fillmore Street). Ma non serve obbligatoriamente pagare un biglietto di ingresso per “nutrirsi d’arte”; basta infatti camminare per le vie della Mission e osservare gli innumerevoli murales che popolano questo district dall’aria latineggiante: immensi, colorati, ironici o provocatori, scenograficamente bellissimi. E sempre passeggiando, possiamo imbatterci in talentuosi musicisti di strada che ci deliziano con canzoni inneggianti la speranza, la felicità, la fratellanza. In qualunque periodo si decida di visitare San Francisco, la città offrirà sempre qualcosa di unico e indimenticabile, come l’ormai storico "Hardly Strictly Bluegrass Festival", che si tiene il primo week end di ottobre all’interno del Golden Gate Park: sei palchi su cui si esibiscono artisti affermati e non (impossibile dimenticare la performance di Elvis Costello nell’ultima edizione), in uno show che raduna gente da tutto il mondo, essendo totalmente libero. È in posti come questi che sembra che il tempo non si sia mai fermato a San Francisco; sembra infatti di rivivere quel periodo di fervore e quel clima di condivisione tipico degli anni ’70. Scott McKenzie, nel 1967 cantava “If you’re going to San Francisco, be sure to wear some flowers in your hair. If you’re going to San Francisco you gonna meet some gentle people there”. E a distanza di anni da quella canzone che diventò una delle bandiere generazionali del movimento hippie degli Stati Uniti, quello spirito è ancora vivo, perché è cosa comune incontrare persone cordiali, gentili, ospitali e… con i fiori tra i capelli! San Francisco non si esaurisce qui, perché oltre ad essere tutto questo è anche una delle capitali mondiali della tecnologia, un cervello in costante sviluppo; è un luogo unico dove poter contemplare tramonti mozzafiato sulla spiaggia e gustare il vero granchio, divertirsi praticando una lista infinita di attività in Italia  poche note (paintball, per citarne una); è una città poetica e romantica, circondata da fiori e popolata da animali liberi (le foche sul molo Pier 39 sono ormai famosissime). Ma tutto ciò non è ancora abbastanza, perché San Francisco merita di essere conosciuta direttamente. Al di là di qualunque parere soggettivo, non potrà lasciarvi indifferenti, perché il suo fascino strega chiunque.

 



 


 

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