Il 14 febbraio scorso, mentre molti probabilmente regalavano o ricevevano Mon Cherì, Ferrero Rocher e altri piccoli grandi classici dell’impero dolciario di Alba, moriva il loro inventore. Michele Ferrero, l’Imprenditore con la “I” maiuscola, si è spento a Montecarlo all’età di 89 anni. Era stato eletto da Forbes l’uomo più ricco d’Italia e con un rapido sguardo ai numeri dell’azienda non stupisce: 20 stabilimenti e circa 34.000 impiegati nei 53 paesi in cui opera. Una storia cominciata negli anni ’40 quando il padre Pietro, in difficili anni di guerra, aveva fondato l’impresa dolciaria nella cittadina delle Langhe. Ma la svolta arriva con l’inizio della gestione del figlio Michele. Oggi anche all’estero i prodotti Ferrero sono diventati un must irrinunciabile, dalla più giovane linea Kinder alla Nutella, forse il suo emblema. Secondo recenti sondaggi la crema alle nocciole più famosa del mondo avrebbe addirittura sostituito la marmellata a colazione tra le preferenze degli inglesi, che sono notoriamente legati alle loro tradizioni. Anche le crêpes francesi ormai si accompagnano quasi sempre alla Nutella che, nonostante il successo, continua a rinnovarsi nel formato e nelle iniziative pubblicitarie, come il logo personalizzato. Per questo Michele Ferrero è stato l’“Imprenditore” italiano: ha portato una piccola azienda di famiglia ai vertici mondiali. Avrebbe potuto svolgere tutta la vita il suo semplice lavoro, più o meno con cura sotto la supervisione paterna, ma lui aveva una “vision” come la chiamerebbero oggi. In una vita di trionfi, arriva nel 2011 la perdita prematura del figlio Pietro, che era diventato Amministratore Delegato del Gruppo insieme al fratello Giovanni alla fine degli anni ’90. E adesso Alba piange la scomparsa del patron Michele che, dopo una lunga malattia, ci ha lasciati con la sua dolce eredità. 



 


 

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