Concerto attesissimo, quello che si è svolto giovedì 14 Marzo all’Atlantico Live, a Roma. Francesco De Gregori è partito, carico, motivato e con una band affiatatissima, per la tournèe volta a lanciare il suo nuovo album: “Sulla strada”. A quattro anni dall’ultimo lavoro, il cantautore romano torna a far emozionare moltissimi spettatori, nei palazzetti che ormai quasi ovunque registrano il tutto esaurito. Puntuale e inconfondibilmente taciturno, apre le danze con il brano che ha dato il titolo al nuovo disco, proseguendo con dei pezzi inediti dello stesso album e deliziandoci poi con i grandi capolavori del suo repertorio: "Titanic", "Guarda che non sono io", "Un guanto", "Rimmel", "La donna cannone", "Sempre e per sempre", "La storia siamo noi", "Viva l’Italia", "Bellamore", "Generale", "Buonanotte fiorellino". Una scaletta dunque che non permette lamentele, vivacizzata da arrangiamenti naturalmente più rock a favore della location. Immancabile invece, oltre che commovente, il tributo, privo di ogni inutile presentazione, a Lucio Dalla, in occasione dell’anniversario della morte; una “Santa Lucia” che scava nella memoria e ci tocca nel profondo. De Gregori non si perde in chiacchiere; piuttosto si concede una pausa di 15 minuti, cosa che infastidisce spesso fan e non. La sua diplomazia e il suo savoir faire vengono frequentemente scambiati per snobismo e freddezza, ma gli si perdona anche questo, in quanto Artista con la a maiuscola. La buonanotte che ci augura il “principe” è la più dolce che potessimo aspettarci: si allontana elegantemente, con la classe che lo contraddistingue, sulle note di “Can’t help falling in love” di Elvis Presley: un invito forse ad amarsi di più, senza timori e vergogne. Si chiude così quindi, con un’atmosfera estremamente romantica e un’aria soddisfatta ma un po’ malinconica, il concerto di uno dei più grandi cantautori della storia della musica italiana. Nonostante i sessantuno anni che - seppur portati egregiamente - cominciano a farsi sentire, De Gregori non si stanca di raccontare, ricordare, esternare. Grande narratore di storie quotidiane e popolari, sognatore e cantore dell’amore, parla a nome di un’intera generazione, affascinando però, con il suo stile poetico e ormai raro, anche i più giovani.



 


 

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