È  proprio il caso di dire “Altro che Classica!” . Prokof’ev, Luciano Berio e Ottorino Respighi sono i tre compositori d’inizio ‘900 che stasera impegneranno nuovamente l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai per il consueto concerto in doppio appuntamento.  La serata di ieri si è aperta con un piccolo cambio di programma, anticipando così l’entrata in scena della viola Stradivari di Antoine Tamestit che ha deliziato per circa 30 minuti la platea eseguendo alla perfezione le Voci Folk Songs II di Luciano Berio. L’orchestra, diretta da Juaj Valcuha, ha accompagnato l’esibizione del giovane francese in maniera impeccabile, mettendo in risalto tutte le diverse sfacciettature dell’insolito, ma geniale testo di Berio. Il compositore Ligure è infatti  considerato addirittura uno dei pionieri della musica elettronica italiana. Voci Folk Songs II, volendo può essere interpretato come un libero acronimo della tradizione musicale orale di diversi paesi (fra i quali Stati Uniti, Armenia, Italia, Francia, Azerbaigian). Originariamente composto per pochi strumenti, nel 1973 Berio ne trascrisse una versione per Orchestra. Per gli appassionati il concerto di ieri ha avuto un sapore speciale, vedendo  inoltre un violista esperto come Antonie Tamestit affrontare con la prima viola “Mahler” costruita da  Stradivari del 1672 suonare il “nostro” Berio contemporaneo. A conclusione dell’esibizione sono state ben tre le chiamate sul palco, tramite fragorosi applausi, per Antonie Tamestit che ha accontentato il pubblico regalando un bis con Bach calmo ed espressivo, quasi a contestualizzare il prezioso strumento in un ambiente ad esso più naturale. Prima della pausa l’Orchestra ha eseguito la Suite sinfonica op.33bis dall’opera “L’amore delle tre melarance” di Prokof’ev. Il secondo tempo è stato interamente dedicato alle esecuzioni delle musiche di Ottaviano Respighi: “ Fontane di Roma” e “Pini di Roma” entrambi poemi sinfonici. Respighi è una personalità altrettanto forte del nostro panorama musicale d’inizio ‘900. Nonostante la vicinanza con l’impressionismo francese e l’influenza di Strauss, il compositore italiano si distingue per la tecnica al servizio della tradizione culturale musicale italiana. L’autore, appassionato di italianità e di tradizione romana, nei due poemi che sono frutto della sua immaginazione, fa cantare i monumenti e la natura della città eterna.

 



 


 

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