È passato quasi un anno dal debutto di Beatrice Rana con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai, e la giovane pianista è tornata in grande stile a Torino, accompagnata dal rinomato direttore giapponese Eiji Oue. Il programma di venerdì 20 marzo ha visto la Sinfonica eseguire le “Tragische Ouverture in Re minore op.81" di Johannes Brahms, il "Concerto n.3 per pianoforte ed orchestra" di Béla Bartòk e la "Sinfonia n.2 in mi minore op.27" di Sergei Rachmaninov.  La scena principale è stata tutta, ovviamente, per l’esecuzione dell’Orchestra con Beatrice Rana per il Concerto di Bartok, ultima composizione del maestro ungherese (è stato ultimata da un allievo per quanto riguarda l’orchestrazione). Beatrice Rana, acclamata da una sala quasi gremita, ha interpretato in maniera lineare la scrittura di Bartok, riuscendo a mettere a tacere tutte le potenzialità percussive del pianoforte, proprio come il compositore intendeva fare. La riflessione, la preghiera dell’Adagio, hanno fatto da preambolo al finale Allegro e Vivace, dove piccole fughe e alcuni rondò fanno trasparire quella che è una serena visione del compositore giunto ormai alla fine dei suoi giorni.  Beatrice Rana, reduce da un anno in giro per il mondo sulle più famose piazze mondiali musicali, ha bissato dopo numerosi applausi, regalando ancora alcuni minuti di grande performance a tutti i presenti. Il secondo tempo è stato tutto dedicato alla "Sinfonia n.2 in mi monore op.27" di Sergei Rachmaninov.