Fruttuosa collaborazione tra Fondazione Musica per Roma e la testata XL di Repubblica per la seconda edizione di Generazione XL, progetto nato da un’idea di Maurizio Viola e portato avanti da Paolo Cobianchi e Stefano ViolaMaratona di cinque serate, dal 21 al 25 maggio 2013 presso Auditorium Parco della Musica Roma, all’insegna della buona musica. La formula vincente: giovani artisti emergenti, nuovi musicisti di talento e special guest di eccezione.  

La serata d’inaugurazione ha visto in apertura Testaintasca, stile oldschool e magrezza d’altri tempi per la formazione rock. Il loro nome è spiegato nel pezzo “Collaborare”, primo brano del loro fresco EP della 42Records in cui descrivono la situazione critica italiana e modi alternativi per trovare una soluzione. Chiudono la loro performance con "Cazzi Tuoi" di cui dicono: "Bisogna esaltare un concetto per denunciarlo in negativo", intento riuscitissimo. I Sadside Project, veri protagonisti della serata, sono un duo con un’energia di un’intera band. Suonano i loro brani in inglese tra cui "The same old story", "My Favourite Colour" tratte dall'ultimo album "Winter Whales War"ed tratte dal precedente album omonimo "Fairy Tales" . Veramente piacevoli all'ascolto e capaci di scatenare una forza coinvolgente.  Gianluca Danaro, cantante e chitarrista, e Domenico Migliaccio, batterista, sono stati accompagnati sul palco da Davide Toffolo, artista a tutto tondo, voce dei TARM (Tre Allegri Ragazzi Morti) che, inizialmente, ha disegnato in diretta le canzoni del duo e poi li ha coperti di mantelli di carte stagnola e coriandoli durante il pezzo "My Favourite Colour". In finale eccoli esibirsi tutti insieme nella canzone: "La ballata delle ossa"

La seconda serata viene aperta da Paletti, eclettico cantautore e bassista bolognese, accompagnato dalla sua band. Sul palco ha portato alcuni brani tratti dal suo secondo album (Ergo Sum): “Senza volersi bene” , “Cambiamento”, pezzi coinvolgenti sulla nostra società e su come migliorarla. Non canzoni di politica ma di "sentimento" come dice lo stesso polistrumentista, che continua: "Ci lamentiamo in continuazione che questo non va, quest'altro si, però potrebbe andare meglio, poi alla fine ci arrabbiamo tanto e succedono i casini: lecito. E' successo anche in passato. Adesso però, secondo me, forse prima agire su noi stessi, cioè cercare di cambiare personalmente, individualmente poi magari qualcosa anche nella collettività inizia a modificarsi ed a prendere il verso giusto".
La serata continua con i DiMartino. Pubblicano il loro primo disco “ Cara maestra abbiamo perso” nel 2011 in cui troviamo collaborazioni con Cesare Basile e i Mariposa. L'album contiene la famosa canzone “Ho sparato a Vinicio Capossela”, molto apprezzata e applaudita anche dal pubblico dell'Auditorium. Nel 2012 pubblicano il loro secondo album dal "breve" titolo “Sarebbe bello non lasciarsi mai, ma abbandonarsi ogni tanto è utile”  al quale  si aggiunge quest’anno l’EP, in arrivo solo in vinile, “Non vengo più mamma” . Durante la serata hanno suonato in anteprima "No autobus". Ovviamente non potevano cominciare a duettare con il loro comproduttore Dario Brunori, meglio noto come Brunori SAS, se non con "Animal Colletti", apprezzattissima collaborazione tra loro già inserita nel disco di Brunori "Vol.2 Poveri Cristi", per poi perseguire con il famoso pezzo "Come stai". 

La terza serata è aperta dai Med in Itali, quartetto torinese nato nel 2007 che hanno suonato i brani di "Coltivare piante grasse", il loro primo album.
Interpreti principali della serata gli Underdog, vincitori di MarteLive nel 2007, la più numerosa e complessa band della rassegna musicale. Incontriamo la cantante in bagno e ci racconta di quanto sia emozionata nell’affrontare questa performance in una location così esclusiva come quella dell’Auditorium di Roma. In effetti la sala è piena, e quando iniziano a suonare capiamo anche perché: coinvolgenti, teatrali, con uno stile unico e allo stesso tempo pieno di caratteri appartenenti a stili completamente diversi tra loro, poliedrici e sicuri di sé. Definiscono la loro musica terapeutica e facile di ascolto. Le due voci, Barbara "Basia" Wisniewska e Diego "d.Ego" Pandiscia, anche bassista, agli antipodi l’una lirica e l’altro reggae formano un equilibrio perfetto. I musicisti tutti preparatissimi, spaziano dall’acustico all’elettrico per dare vita ad una sfilata di strumenti insoliti dalle troccole al kazzo personalizzando al massimo ogni brano e corredandolo anche da leggiadri balletti della bellissima Basia con il trombettista Alberto VidmarDuettano con Giovanni Gulino cantando l’unica canzone in italiano dando così una nuova interessantissima veste a “L’abbandono” successo dei Marta sui Tubi di cui Giovanni è appunto il cantante.

Durante la penultima serata gli artisti che si sono esibiti sul palco sono stati un pò di più. In apertura abbiamo prima Marzia Stano aka Una, cantautrice pugliese e fondatrice del gruppo Jolaurlo, che si è esibita con alcuni brani del suo primo disco solita, prodotto con l'etichetta MArteLabel, facendo cantare il pubblico con qualche "mantra esorcizza sfighe sentimentali", e dopo Gianmarco Dottori. Il cantante e chitarrista romano, accompagnato da altre due chitarre e una tastiera, comincia rendendo omaggio a Lucio Dalla con una versione di "Anna e Marco" e poi prosegue con le sue canzoni. Si ritiene ancora una persona libera perché può ancora fare e dire quello che vuole con la sua musica senza scendere a compromessi con nessuno e sta lavorando al suo primo Ep. 
Ed ecco giungere sul palco Andrea Nardinocchi, appena uscito da Sanremo Giovani, il più pop tra gli artisti presentati a Generazione XL. Gli strumenti ultilizzati da Andrea sono la loopstation, strumento elettronico che permette di registrare,
mettere in loop e riprodurre vari tipi di suoni, ed il launchPad. Ovviamente canta e riproduce anche suoni ritmici con la bocca, il beatbox. Comincia la sua esibizione con la cover di "Imagine" di John Lennon e sul palco è accompagnato per un solo pezzo, perché come ha anche detto la presentatrice dopo: "Gli artisti si sa, sono imprevedibili" da Giuliano Sangiorgi dei Negramaro, con un medley di "Thinking about you" di Frank Ocean e "Limit to your love" di Feist.

Serata conclusiva con TheNiro, nome d’arte di Davide Combusti, un romano che canta in inglese già conosciuto all’estero dopo aver aperto concerti di artisti del calibro dei Deep Purple o di Amy Winehouse. A Londra nel 2008 apre il concerto di Carmen Consoli e firma subito un contratto con Universal per cui scrive l’album chiamato appunto "TheNiro". L'album che uscirà nei prossimi mesi, invece, segna il cambio di rotta, poiché sarà cantato interamente in italiano e si intitolerà "1969". Perché hai cominciato a scrivere in italiano?” gli chiede Cesare Basile Perché avevo finito il mio inglese“ risponde TheNiro. Il cantautore siciliano lo ha aiutato in una stupenda cover di Leonard Cohen "Lover Lover Lover"  e poi con un suo breve live ha raccontato la lotta della Sicilia.
In apertura una nostra vecchia conoscenza Tommaso Di Giulio con i brani tratti dall’album "Per fortuna dormo poco" che è uscito a marzo scorso per la Universal Music e che porterà in tour in Italia ma anche in Francia. Si conferma essere di nuovo essere uno dei migliori nella scena dell’attuale cantautorato romano. 

Aspettiamo l’appuntamento del prossimo anno per conoscere nuovi artisti italiani e vedere quanta strada avranno fatto i protagonisti di questa edizione.



 


 

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